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Liberta' personale, cura e responsabilita' professionale dello psichiatra

4 Maggio 2016
San Francesco - Cappella Guinigi
Esperti di diverse discipline hanno analizzato da differenti prospettive - quella clinica, quella etica e quella giudiziaria - il lungo processo avviato con la "Basaglia". Processo che ha portato un notevole incremento dell'autonomia personale e della liberta' delle persone affette da disturbi mentali, senza pero' risolvere le criticita' legate alle liberta' individuali e alla tutela delle persone e della collettivita' in situazioni cliniche delicate. Basti pensare ai casi in cui si rende necessario l'intervento sanitario in assenza del consenso, anzi, contro la volonta' stessa del paziente (Tso) o nei casi di interdizione. Pietro Pietrini, psichiatra, direttore della Scuola IMT Alti Studi Lucca e presidente della Fondazione Mario Tobino, ha aperto il convegno illustrando le basi neuroscientifiche dei processi decisionali, tra emozione, istinto e ragione, alla ricerca dei fondamenti fisiologici del libero arbitrio e delle alterazioni che accompagnano le malattie mentali. Dopo di lui, Umberto Quiriconi, presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Lucca, ha approfondito l'aspetto deontologico nella relazione di cura nel delicato ambito psichiatrico. Da parte sua Gilberto Corbellini, professore di Storia della Medicina e Bioetica all'Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza", ha tracciato una breve storia della psichiatria soffermandosi sugli sviluppi negli ultimi decenni in Italia, dopo la legge "Basaglia", e sottolineando la necessita' di percorsi formativi condivisi tra medici, avvocati, magistrati e operatori sanitari impegnati nel delicato ambito dei disturbi mentali. Alberto Di Martino, professore di Diritto Penale alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e garante dei diritti delle persone private della liberta' personale per il Comune di Pisa, ha focalizzato l'attenzione sulla responsabilita' medica e penale dello psichiatra nei processi che vedono coinvolti soggetti affetti da disturbi psichiatrici denunciando, al contempo, alcune lacune nei processi di presa in cura degli stessi soggetti. Stefano Ferracuti, professore di Psicologia Clinica all'Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza" e responsabile della gestione dei dati relativi al processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari per la Regione Lazio, ha analizzato le implicazioni della chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) e la conseguente creazione delle REMS, residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria. A chiusura del convegno, l'intervento di Beatrice Simona Giunti, magistrato, giudice tutelare del tribunale di Lucca, che ha affrontato gli aspetti civilistici nei casi di interdizione giudiziale, procedimento che si applica in caso di infermita' di mente, di incapacita' a provvedere ai propri interessi (sia quelli economici sia quelli extrapatrimoniali) e della conseguente necessità di un'adeguata protezione. E' seguito un vivace dibattito con il pubblico in sala, tra cui molti avvocati e magistrati.